Una completa indagine
della sfera fisiologica ed emotiva della coppia
consente di elaborare
le strategie terapeutiche
più opportune.
Infertilità // Diagnosi
Approccio diagnostico
  • L'infertilità è un problema di coppia per cui non bisogna cadere nell'errore di ricercarne le cause in uno solo dei partner. Occorre procedere con gradualità e completezza nell'individuazione dei motivi che impediscono di ottenere la gravidanza, seguendo, sia nell'uomo che nella donna, un ben preciso iter diagnostico.

    Le cause vanno ricercate attraverso una serie di colloqui mirati con la coppia e con esami specifici, volti a indagare la fisiologia prima e poi l'eventuale patologia dell'apparato riproduttivo femminile e maschile.
A quali esami deve sottoporsi la donna
  • Considerando il numero e la complessità delle diverse cause di sterilità femminile, per una corretta valutazione di queste condizioni è necessario eseguire più di un'indagine.
  • Anamnesi familiare
    Indagine volta a individuare l'eventuale presenza in famiglia di patologie endocrinologiche, tumorali, cardiovascolari.
  • Anamnesi ginecologica
    Indagine volta a determinare l'età del menarca, la regolarità dei cicli, le abitudini sessuali, le gravidanze precedenti.
  • Indagini per la ricerca di infezioni
    Tra le prime indagini da effettuare vi sono i tamponi per la ricerca di infezioni da Chlamydia Trachomatis e da Mycoplasmi.
    Queste infezioni non danno sintomi, per cui possono essere presenti anche in donne che non hanno alcun disturbo. Possono impedire l'inizio della gravidanza e possono essere molto radicate per cui, a volte, è necessario ripetere più di un ciclo di cura con antibiotici prima di poterle eliminare.
  • Indagini per la valutazione delle tube di falloppio
    L'isterosalpingografia è una radiografia da effettuare tra l'8° e il 12° giorno del ciclo mestruale che permette di valutare la forma e il volume dell'utero e soprattutto la pervietà o meno delle tube di Falloppio.
    Viene praticata iniettando nell'utero un mezzo di contrasto (un liquido opaco ai raggi X) che fluisce attraverso la cavità uterina e le tube, se ovviamente risultano aperte.
    L'immagine viene visualizzata sulla lastra radiografica.

    ISG nella norma
    ISG nella norma.
    Si visualizzano bene sia la cavità uterina che le tube.
    Eventuali alterazioni possono essere identificate come "difetti di riempimento".


    L'ISG è un esame che richiede comunque particolari cautele, in quanto utilizza dei mezzi di contrasto che possono dare allergie e va sempre eseguita in ambiente ospedaliero.

    Da qualche anno si tende a sostituire l'ISG con la SIS (Sono Istero Salpingoscopia), un esame eseguibile in ambulatorio senza anestesia, che dà una compliance della paziente molto migliore.
    Attraverso un catetere sottile che viene inserito in utero, si inietta soluzione fisiologica sterile (circa 20 cc).
    La visualizzazione della cavità uterina e del passaggio tubarico viene effettuata tramite un'ecografia transvaginale. La paziente può poi rientrare a casa dopo 10 minuti non avendo nessun effetto collaterale a parte a volte un dolore simil mestruale.
    La SIS è oggi un esame di particolare importanza nella prima valutazione della pervietà tubarica per decidere quale tipo di tecnica PMA effettuare in seguito.

  • Isteroscopia
    L'isteroscopia è un esame che permette di valutare la cavità uterina e il decorso del canale cervicale.
    Attraverso la vagina e il collo dell'utero si fa passare un sottile strumento a fibre ottiche che collegato a una telecamera permette di avere immagini dirette del canale cervicale, della cavità uterina e degli osti tubarici.
    Si effettua o con gas o con mezzo liquido per distendere la cavità.
    Si valuta così la presenza di eventuali malformazioni uterine, di polipi endocavitari, di miomi che sporgono all'interno dell'utero deformandone la morfologia.

    Sempre attraverso il collo dell'utero si possono introdurre sottili strumenti chirurgici per risolvere subito eventuali problemi riscontrati o effettuare una biopsia dell'endometrio (mucosa che riveste l'interno dell'utero).
    Questa tecnica si chiama Office Hysteroscopy.
    L'isteroscopia così effettuata non ha bisogno di nessuna anestesia ed è un esame ambulatoriale di breve durata.
    Se vengono diagnosticate formazioni più estese come polipi a larga base di impianto, setti uterini pronunciati, grandi miomi si rende necessaria l'esecuzione di isteroscopia operativa o resettoscopia, intervento chirurgico da effettuarsi in anestesia generale in ambiente ospedaliero.

  • Laparoscopia
    La laparoscopia è un'indagine da effettuare in anestesia generale e che consiste nell'introdurre uno strumento nella cavità addominale attraverso una piccola incisione praticata in prossimità dell'ombelico. Questo strumento, attraverso le fibre ottiche, consente la visione diretta delle ovaie delle tube e della superficie esterna dell'utero.

    Pertanto è possibile individuare piccole lesioni endometriosiche non rilevabili con l'ecografia e aderenze degli organi pelvici con le tube che non sono evidenziabili con l'isterosalpingografia.
    Inoltre, con la laparoscopia è possibile osservare lo spandimento nella cavità addominale di un colorante iniettato nell'utero mediante un'apposita cannula e, quindi, verificare se le tube sono aperte.

  • Indagini per la valutazione della regolarità dell'ovulazione
    Per misurare l'efficacia dell'ovulazione le procedure più valide sono:
    l'ecografia, i dosaggi di 17 Estradiolo (o E2), nella prima fase del ciclo, di Progesterone e Prolattina nella seconda fase, il test del muco cervicale.

    Più raramente occorre procedere alla biopsia endometriale.
    Attraverso l'utilizzo di una serie di ecografie, ripetute a intervalli regolari, si può valutare la crescita del follicolo e le modificazioni che avvengono a livello del rivestimento interno dell'utero (endometrio). I dosaggi ormonali vengono effettuati per controllare che alla crescita follicolare corrisponda una giusta produzione di ormoni.

    Durante la prima fase del ciclo (quella che termina con l'ovulazione) viene valutata la produzione di 17 Estradiolo. Questo ormone, prodotto dalle cellule del follicolo, mostra livelli sempre crescenti e raggiunge il massimo con l'ovulazione.
    Durante la seconda fase del ciclo (quella che inizia con l'ovulazione) viene valutato il livello di Progesterone prodotto dal corpo luteo e di Prolattina i cui livelli possono alzarsi in modo anormale in questo periodo.

    Il test del muco cervicale permette di valutare le modificazioni di quantità e qualità del muco prodotto dalle ghiandole presenti nel collo dell'utero. Le caratteristiche del muco cervicale dipendono dagli ormoni prodotti dall'ovaio e sono coordinate alle esigenze dell'organismo. Nei giorni lontani dall'ovulazione viene prodotto un muco denso, cremoso e bianco che ha il compito di impedire che i germi normalmente presenti nella vagina riescano a entrare nell'utero.
    Questo tipo di muco impedirebbe anche il passaggio degli spermatozoi per cui, nei giorni fertili, sotto l'influsso del 17 Estradiolo prodotto dall'ovaio, inizia la produzione di un muco filante e trasparente all'interno del quale gli spermatozoi si muovono agevolmente.
    Il test del muco cervicale consiste nel prelevare periodicamente dei campioni di muco del collo dell'utero per valutarne le caratteristiche. La presenza di muco abbondante, fluido e filante, fa pensare che la produzione di ormoni ovarici sia normale. Al contrario il fatto che il muco cervicale resti denso e viscoso non significa che la produzione ormonale sia inadeguata, in quanto ciò potrebbe anche dipendere da una cattiva risposta delle ghiandole del collo uterino agli stimoli ormonali normali. Per questo motivo occorre integrare i dati di questo test con quelli derivanti dall'ecografia e dai dosaggi ormonali. Se le indagini effettuate mostrano che la paziente non ovula, si rende necessario il dosaggio di alcuni ormoni specifici per valutare le cause della mancanza di ovulazione.

Infertilità nell'uomo
  • Anche l'infertilità maschile, così come quella femminile, può derivare dalla impossibilità ad avere rapporti o di concepire. Nel primo caso, essa può dipendere da malformazioni o dalla mancanza di erezione che può essere dovuta a fattori psicologici, neurologici (traumi della colonna vertebrale o sui nervi interessati all'erezione) vascolari (arteriosclerosi, diabete, ecc.).
    L'incapacità a concepire è caratterizzata, invece, dal fatto che il maschio, pur essendo in grado di avere un normale rapporto sessuale, è incapace di procreare. Le cause più comuni sono attribuibili ad alterazioni del liquido seminale, ad alterazioni delle vie escretrici e a cause immunologiche.
  • Alterazioni del liquido seminale
    Tra le cause di infertilità maschile, un ruolo di fondamentale importanza è rivestito dalle alterazioni del numero degli spermatozoi (oligospermia quando il numero è ridotto e azoospermia quando gli spermatozoi sono completamente assenti nel liquido seminale), della loro motilità (astenospermia) e della loro forma (teratospermia).

    In alcuni casi queste tre condizioni possono coesistere in varie combinazioni tra loro. Molto importante è anche la valutazione della componente liquida dello sperma che può presentare un'alterazione della composizione e/o della viscosità; tali anomalie sono spesso segno di fenomeni infiammatori. Anche fattori ambientali e lo stile di vita possono influire sulla qualità del liquido seminale.

    L'esposizione a radiazioni, fonti di calore, sostanze tossiche, ma anche il fumo di sigarette, una dieta ricca di grassi tale da far innalzare i livelli di colesterolo e trigliceridi, il diabete, possono inibire la produzione di spermatozoi in maniera temporanea o permanente. La dilatazione delle vene intorno al testicolo (varicocele) può contribuire ad alterare la qualità del liquido seminale. Altre cause meno frequenti di alterazione della qualità degli spermatozoi sono i fenomeni infiammatori (l'infiammazione dei testicoli durante un episodio di parotite avvenuto dopo l'adolescenza) e la presenza di uno o di entrambi i testicoli in una sede non anatomicamente regolare (criptorchidismo).

  • Alterazioni delle vie escretrici
    In alcuni soggetti, pur essendovi una normale produzione di spermatozoi nel testicolo, questi sono del tutto assenti nel liquido seminale in quanto sono ostruiti quei canali che ne permettono il deflusso all'esterno.
    Tali ostruzioni possono essere presenti sin dalla nascita (mancata formazione dell'epididimo o del deferente) o possono verificarsi quali conseguenze di traumi o infiammazioni.
  • Cause immunologiche
    Anche l'uomo può produrre anticorpi contro i propri spermatozoi.
    In questo caso gli anticorpi possono legarsi agli spermatozoi impedendone il movimento (quelli che si legano alla coda o al tratto intermedio) o l'ingresso nell'ovocita (quelli che si legano alla testa).
2012 © C.M.R. centro medicina della riproduzione
via Domenico Coda, 14 Salerno - Italia
Partita iva: 02680030653