Diagnosi,
interventi terapeutici d'avanguardia
e il valore delle persone:
una nuova e moderna
ginecologia clinica
è possibile.
Centro C.M.R. // Attività
Ambulatoriali
Traslucenza nucale
Un esame di recente introduzione è l'ecografia per la valutazione della translucenza nucale, che evidenzia se nella parte posteriore della nuca del feto vi è un accumulo di liquido. Questa condizione può infatti essere associata a un problema genetico.
Viene effettuata tra la decima e la quattordicesima settimana di gestazione, in caso di rischio elevato si può procedere per tempo a ulteriori analisi (villocentesi o amniocentesi). La translucenza nucale fetale a 12 settimane è il più efficace metodo di screening per la trisomia 21.
Associando anche il dosaggio di tre ormoni circolanti nel sangue materno durante la gravidanza (tali sostanze prodotte dal feto e dalla placenta sono l'alfafetoproteina (AFP), l'estriolo-non-coniugato (uE3) e la gonadotropina corionica (hCG)), si possono individuare le donne con un rischio aumentato di partorire un feto affetto da Sindrome di Down, difetti del tubo neurale o da altre anomalie cromosomiche.
Amniocentesi
L'amniocentesi consiste nel prelievo, mediante un ago sottile, di liquido amniotico, cioè del liquido che circonda il feto all'interno dell'utero. L'analisi del liquido amniotico può dare importanti indicazioni sulla presenza di malattie genetiche.
L'amniocentesi non è un procedimento doloroso (più o meno come una normale puntura), è veloce e si pratica senza anestesia, ed è possibile effettuarla tra la 16a e la 18a settimana di gravidanza.
Ecografia morfologica
Ecografia di screening del secondo trimestre (tra 19 e 21 settimane).
A cosa serve?
A determinare il numero e le dimensioni del feto, a visualizzare alcuni organi e apparati, a controllare il liquido amniotico e la localizzazione della placenta.
A identificare eventuali malformazioni in percentuali variabili a seconda degli organi con una sensibilità del 50%.
Flussimetria
Ecografia di screening del terzo trimestre (tra 32 e 34 settimane).
A cosa serve?
A verificare l'accrescimento fetale.
A visualizzare alcuni organi e apparati del feto.
A controllare il liquido amniotico e la localizzazione della placenta.

Consulenza psicologica
Dott.ssa Graziella Allievi, psicoterapeuta, analista del CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica), iscritta all'Ordine degli Psicologi Campania n° 173.

Quando i figli non arrivano.
La comparsa dell'impossibilità (o comunque della difficoltà) di avere figli in una coppia rappresenta sempre più frequentemente una delle possibili esperienze durante la storia coniugale. Nel momento in cui la difficoltà o l'impossibilità di avere dei figli diviene una esperienza reale, nella coppia si determina spesso una crisi che nel tempo può attivare una richiesta di aiuto sia a livello biologico che psicologico. Attualmente, sono indubbie le influenze di natura psicologica sia su quelle che vengono definite infertilità idiopatiche che sulle cosiddette infertilità funzionali, sia, infine, su molti dei processi bio-psicologici che favoriscono, mantengono o interrompono uno stato di infertilità, attraverso alterazioni del sistema neurovegetativo e neuroendocrino in particolare.

Il modello di intervento terapeutico.
Il modello di intervento che noi proponiamo tiene presente come la mancata realizzazione del desiderio di avere un figlio, o comunque l'estrema difficoltà con la quale si può realizzare tale desiderio, porta la coppia a viversi come non-generativa su piani diversi e più complessi. Ci si può sentire in colpa, ci si può sentire inadeguati, si può accusare il partner. Quello che invece è importante salvaguardare è proprio il senso della coppia come generativa e vitale anche in una situazione in cui la realizzazione del desiderio della nascita di un figlio sembra estremamente difficile e dolorosa.

Gli obiettivi della psicoterapia nell'infertilità.
L'obiettivo della terapia di coppia diviene la capacità di generare uno spazio fisico e mentale nel quale la coppia stessa affronti l'esperienza dell'infertilità. Un altro importante obiettivo della terapia di coppia può essere quello di accompagnare la coppia lungo il difficile percorso della fecondazione assistita. Questo lavoro terapeutico può essere visto come un atto in cui i due partner, che arrivano con una esperienza e un vissuto di infertilità, sono attivati dal terapeuta a divenire "fecondi", cioè a generare un "terzo" che può essere diverso a seconda dei bisogni e del livello maturativo della coppia.
Il percorso terapeutico è un processo intenso e unico. Ogni persona, coppia o famiglia che si rivolge a noi, sta vivendo innanzitutto un momento di estrema difficoltà e confusione. Tuttavia, già il fatto di essersi fermati e aver chiesto aiuto rappresenta di per sé il primo e più significativo passo dell'intero processo. Consapevoli del fatto che ogni persona, e ogni tipo di disagio, raccontano una storia unica e personale e, pertanto, necessitano di un percorso di cura specifico e personalizzato, quello che qui vogliamo descrivere è semplicemente la struttura di fondo di ogni percorso terapeutico. Come una mappa non può rappresentare gli odori, i colori e le emozioni di un viaggio, così questa sezione mira solo a dare un'idea generale di orientamento in questo percorso.

Analisi della domanda.
Il primo aspetto che viene affrontato nell'incontro terapeutico è l'elaborazione e la comprensione della richiesta. Insieme al terapeuta, il paziente potrà capire e definire in maniera più chiara sia le proprie difficoltà che i propri punti di forza. Solitamente, questa prima fase viene completata durante i primi due o tre incontri, al termine dei quali il terapeuta definisce una prima ipotesi diagnostica e stabilisce le tappe e gli obiettivi del percorso terapeutico, ovviamente elaborati e condivisi con il paziente. La formulazione di una ipotesi diagnostica relazionale consente al terapeuta di capire dove si colloca l'individuo nel suo contesto relazionale (coppia, famiglia di origine, famiglia attuale, contesto lavorativo o di studio, amici, società), di osservare i modelli relazionali efficaci e di riconsocere i modelli relazionali disfunzionali che alimentano il problema. Questi aspetti vengono valutati sia nell'ambito della terapia individuale, che in quella di coppia e familiare. In questa fase, l'obiettivo del terapeuta sarà quello di andare a modificare gli elementi di disagio presenti nella vita del paziente al fine di permettere all'individuo e alla famiglia di utilizzare le risorse che fino a quel momento erano rimaste inespresse.

Durata e frequenza degli incontri.
In base ai dati raccolti, il terapeuta decide la frequenza degli incontri (settimanale, quindicinale o mensile) e la durata delle sedute (da 50 min per l'individuale a 75 min per le coppie e le famiglie). Alla fine del percorso terapeutico, vengono garantite ai pazienti sedute di follow-up gratuite che, diluite nel tempo, oltre a verificare il livello di benessere raggiunto, garantiscono anche lo stabilizzarsi dei risultati ottenuti in terapia.

Diatermocoagulazione (DTC)   

La Diatermocoagulazione è un'operazione che si pratica in caso di terapia di displasie e/o infezioni da HPV del tratto genitale femminile. L'intervento si può eseguire in anestesia locale o generale a seconda dei casi.Può anche essere praticata per il tratto genitale maschile.
PAP Test

Il PAP Test è un esame di screening per i tumori del collo dell'utero. È un esame semplice, non invasivo e che non richiede alcuna particolare preparazione

- Ricerca HPV (Papilloma virus)
Visita specialistica andrologica 

Dopo aver analizzato la cartella clinica del paziente per identificare eventuali fattori di rischio su cui poter intervenire, lo specialista procede alla visita specialistica. Se ritenuta utile, può essere eseguita in corso di visita una valutazione ecografica.L'andrologo conclude la visita definendo il percorso diagnostico (eventuali esami da eseguire) o terapeutico (trattamento farmacologico o chirurgico) che intende far seguire al paziente. Durante la visita lo specialista raccoglierà la storia clinica del paziente, esaminerà i risultati di eventuale esami precedentemente eseguiti.

 

Ecografia andrologica

L'ecografia consente di esaminare in ambito andrologico lo scroto e i testicoli in esso contenuti per definire il relativo stato di salute (dimensioni testicolari, presenza di eventuale di cisti, noduli, calcoli, raccolte liquide, varicocele) e il pene per valutare l'efficienza della circolazione, la prostata e le vescicole seminali. È utile per il completamento e l'integrazione dei dati clinici.
Day surgery
  • Prelievo chirurgico degli spermatozoi
  • Isteroscopia operativa
Raschiamento Endouterino

Il Raschiamento Endouterino è un'operazione praticata nella terapia chirurgica delle endometriopatie. L'intervento si esegue in regime di day hospital, in anestesia locale o generale a seconda dei casi.
Laboratorio
  • ICSI
  • Ricerca di Chlamydia, Mycoplasma
  • Pap test/Thin Prep
  • Prelievi per screening genetico
  • Biopsia endometriale
  • Studio del DNA spermatico

Crioconservazione del liquido seminale

Si tratta di una procedura utilizzata per conservare a bassissima temperatura (in azoto liquido) i gameti maschili. Per la crioconservazione del liquido seminale è necessario essere in possesso di quattro esami sierologici che non dovranno essere datati oltre sei mesi prima e, condizione necessaria per la crioconservazione, dovranno essere negativi:
VDRL-TPHA
Anticorpi anti-HIV
Markers epatite B
Anticorpi anti-epatite C
L'accesso alla tecniche di crioconservazione del liquido seminale è subordinato ad un incontro con i medici responsabili del Centro

Studio del DNA spermatico   

Con il test di frammentazione del DNA spermatico è possibile valutare i danni a carico del genoma maschile. Il test è particolarmente indicato nei casi in cui si sono riscontrati fallimenti riproduttivi  per fattore maschile o in situazioni in cui è difficile spiegare la bassa fecondità anche in presenza di uno spermiogramma  apparentemente normale. Recenti studi hanno riportato la sua validità  nei casi di poliabortività. Con questo test  si possono evidenziare alterazioni che possono ridurre i processi di fecondazione sia naturali che nell'ambito di tecniche di procreazione assistita.

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